Una pioggia di energia

“Vado fuori a prendere una boccata d’aria” oppure “in questa stanza l’aria è troppo viziata”.

E ancora “questo vento mi rende nervoso” o “sento che cambierà il tempo”.

Frasi senza senso o al massimo buon senso popolare?

Come al solito la verità sta nel non rifiutare a priori nessuna chiave di interpretazione della realtà se questa è basata su osservazioni serie e ancora di più su conferme scientifiche e strumentali.

Per quanto riguarda l’influsso dell’ambiente sull’organismo umano esistono numerossimi studi, soprattutto russi, che ne dimostrano la fondatezza.

Purtroppo anche in questo caso, come in molti altri, l’applicazione pratica di queste ricerche è molto poco diffusa: troppo scarsa la loro rilevanza sul piano del businness dei farmaci, troppo complesse le loro implicanze sul piano clinico e scientifico.

Per ora rimane perciò nell’ambito ristretto di studi molto particolari e nel “ghetto scientifico” delle cosiddette medicine alternative e che io preferisco chiamare d’avanguardia.

Il nostro organismo infatti si comporta come un sofisticato laboratorio d’analisi che gli permette di registrare la maggiore o minore concentrazione di cariche elettriche positive o negative presenti nell’atmosfera intorno a noi ed è proprio il rapporto tra le due componenti ad avere un grande influsso sul nostro stato di salute. Queste particelle elettriche sono gli ioni.

Si formano a causa di molteplici cause naturali, quali i temporali, i raggi cosmici, la funzione clorofilliana, la radiottività del suolo oppure a causa di fenomeni più modesti come lo sfregamento del vento fra le cime degli alberi, fra gli aghi di pino od abete, lo zampillare dell’acqua sulle rocce di una cascata o la caduta della pioggia (effetto Lenard).

In una prima fase vengono prodotti in ugual misura, positivi o negativi, ma poi subiscono variazioni anche notevoli.

Un’aria che potremmo definire “buona” deve contenere almeno 2 mila ioni di ossigeno per cm. cubo, sia positivi sia negativi.

Ma gli ioni negativi sono molto più leggeri e molto più mobili, sono più sensibili ai campi elettromagnetici e all’attrazione dei metalli e quindi vengono distrutti in maggior quantità: in questo modo la prevalenza è quasi sempre a carico degli ioni positivi, fino a rappresentare in ambienti chiusi l’80% del totale.

Tenete presente che negli ambienti incontaminati la prevalenza è sempre degli ioni negativi: sono questi i responsabili di quella sensazione di freschezza e di energia che proviamo per esempio in prossimità di una cascata.

La prevalenza negli ambienti che frequentiamo degli ioni positivi è responsabile di molti disturbi considerati come malessere genericoe sempre o sottovalutati o mai diagnosticati: come insonnia, mal di testa, senso di stanchezza, nervosismo, ecc.

Provate a pensare al senso di oppressione che proviamo nell’imminenza di un grosso temporale estivo e mi darete ragione. Ma è possibile provare questi disturbi molto spesso, in occasione di brusche variazioni di pressione atmosferica, di notti di luna piena.

Il vento caldo chiamato phon provoca spesso nervosismo, calo della capacità di concentrazione e lavorativa, ecc.

A volte anche la nebbia provoca queste situazioni, come a Londra nel 1952, quando si verificarono addirittura quattromila decessi da riferire in maniera diretta o indiretta all’ondata di nebbione o all’epidemia di violenza che si verificò a Los Angeles alcuni anni fa, per la quale molti ricercatori attribuirono una grossa responsabilità al vento secco che soffiò per molti giorni consecutivamente.

Tutto ciò ha permesso lo sviluppo di una branca della scienza medica che ha studiato l’efficacia della terapia con ioni negativi su molte patologie.

E’ dimostrato infatti l’effetto positivo (permettete il bisticcio) degli ioni negativi sul metabolismo della serotonina, importante ormone regolatore dell’umore, presente prevalentemente a livello cerebrale, sull’ossigenazione cellulare, sull’eliminazione dell’ossido di carbonio e addirittura sul potenziamento dell’apparato immunitario.

Personalmente utilizzo la ionoterapia ormai da molti anni sui miei pazienti, applicata a un sistema di mia concezione, che favorisce il rilassamento e la caduta dello stress, con riduzione persino del tasso di radicali liberi nel sangue.

In alcuni casi l’ho utilizzata in forme di depressione e di ansia con riduzione e addirittura l’eliminazione degli psico farmaci.

Ma sono molte le applicazioni cliniche: dall’ipertensione di lieve entità, all’insonnia, all’asma bronchiale, come coaudiuvante nei trattamenti dietetici, o come semplice trattamento antistress.

Certamente, come in tutti i trattamenti non convezionali, l’approccio è olistico e prevede da parte del paziente, una buona applicazione e una costanza nei trattamenti.
Che ne dite quindi un buon bagno di energia?

E’ possibile, anche a casa vostra se possedete uno ionizzatore.

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