Il rapporto tra sentimenti e molecole

No. Avete letto bene: non è un errore di stampa. Ma non allarmatevi.

Non voglio tediarvi con astrusi (?) argomenti di psiconeuroimmunologia che del resto è una specializzazione di ultraavanguardia in medicina.

Desidero solo darvi alcune informazioni semplici ma assolutamente scientifiche sul rapporto, di cui tanto si parla -spesso a sproposito-, tra mente e corpo, tra sentimenti e malattie.

Avrete capito da tempo che anche nella mia pratica quotidiana utilizzo molto un approccio di tipo integrato, olistico: e questo non a causa di una mia particolare sensibilità esoterica o per una ricerca a tutti i costi dell’originalità.

La mia formazione è avvenuta completamente all’interno del modo della medicina convenzionale e “scientifica”.

Per anni non ho fatto altro che dare medicine e fare indagini strumentali.

Ma mi rendevo conto che non era sufficiente e molto spesso l’andamento di caso clinico mi sfuggiva e sembrava essere indipendente dai trattamenti farmacologici.

L’esperienza mi diceva che la vita e la personalità di un paziente come la persenza di fatti negativi o positivi nella sua vita avevano un influsso enorme sulle sue condizioni.

E’ per questo quindi che, seguendo le orme di altri ricercatori e dopo lunghi studi personali sono assolutamente convinto del fatto che trascurando gli aspetti legati alla mente perdiamo moltissime possibilità di guarigione e non diamo spazio alla ricerca più avanzata.

Molti ormai sono convinti della forte compartecipazione dei processi mentali e psicologici nella comparsa di diverse malattie e nei processi di guarigione: si tratta di non considerare queste cose come fantasie solo perché non le conosciamo.

Il corpo metabolizza il contenuto emotivo di ogni esperienza che fa. La felicità che viene registrata a livello di alcune regioni particolari del cervello (il sistema limbico) stimola la liberazione di una cascata di sostanze chimiche con conseguenti cambiamenti in ogni parte del corpo. La tristezza crea un’altra cascata e altri cambiamenti.

Noi diventiamo quello che proviamo.

Persino gli umori passeggeri hanno la loro influenza. Vengono prodotte proteine, dette neuropeptidi e ormoni diversi che hanno effetti diversi in tutto il corpo.

Il contenuto della coscienza altera e modifica la fisiologia, cioè il funzionamento del nostro corpo.

Esiste una piccola parte del cervello, chiamata ipotalamo che regola la temperatura, la sete, la fame, i livelli di zucchero nel sangue, la crescita, il sonno e il risveglio e anche le emozioni, come l’ira e la felicità.

Questo vi fa capire che attraverso complicatissimi meccanismi biochimici, particolari stati psicologici ed emozionali assumono una forma molecolare: il miracolo di una realtà immateriale che diventa materia si realizza.

In tutto il corpo sono distribuiti particolari siti biochimici, detti recettori, che producono il cambiamento fisico. Così un thriller può provocare nervosismo allo stomaco in quanto l’apparato digerente possiede recettori per i neuropeptidi prodotti nell’ipotalamo che rispondono allo stress.

Ma questi recettori si trovano anche su cellule del sistema immunitario in tutto l’organismo.

Ne deriva che la mente, il sistema nervoso e il sistema immunitario sono legati assieme in una sorta di rete che è stata dimostrata ancora una quindicina di anni fa.

Il legame tra gli stati d’animo e la salute non è più un mistero: solo bisogna conoscerlo e tenerne conto, cosa che sanno fare in pochissimi.

Le emozioni negative possono deprimere il sistema immunitario attraverso questo legame psicofisiologico.

Un approccio terapeutico rassicurante agisce in realtà come una medicina all’interno del corpo perché stimola la produzione di proteine che “incoraggiano” le cellule immunitarie.
La mente e il corpo sono collegati attraverso delle vere e proprie molecole.

La conseguenza esaltante e ancora in buona parte sconosciuta è che agendo su queste molecole posso agire sulla mente e all’inverso che agendo opportunamente sulla mente (leggi stress) posso migliorare e proteggere il corpo dalle malattie.

Certo si tratta di una medicina che richiede tempo e ascolto, attenzione e sensibilità e che funziona molto in senso preventivo. Provare per credere.

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