Fagioli Superstar!

Sapete tutti che il colesterolo “cattivo” LDL è forse il nemico principale della salute pubblica nei paesi ricchi, come il nostro.

Non credo molto all’approccio farmacologico (ne abbiamo già parlato) sia per i fenomeni collaterali sia per il solito meccanismo mentale che qualsiasi farmaco di tipo “preventivo” induce in coloro che li assumono e cioè la delega.

Oggi vi parlerò dei fitosteroli.

Si tratta di alcoli di elevato peso molecolare di origine vegetale.

Alcune ricerche recenti, apparse su prestigiose riviste scientifiche, come il Journal of the National Cancer Institute e l’American Juornal of Medicine hanno sottolineato -forse fin troppo- le peculiarità contro tutti i mali dei paesi industrializzati, dai tumori alle patologie cardiovascolari.

Quindi forza con un massiccio consumo di legumi, frutta secca, e oli vegetali (mai quelli di cocco e di palma) che ne contengono in forte quantità.

Queste affermazioni derivano per la maggior parte dall’osservazione delle diete di tipo orientale , ricca di soia e quindi di fitoestrogeni.

Questi steroli, veri e propri ormoni femminili di origine vegetale hanno la capacità d imodulare la presenza di acidi grassi che vengono introdotti nell’organismo.

Si è scoperto che sono grado di attivare determinate risposte capaci di proteggere proprio dai tumori ormono- dipendenti, come quelli della prostata e della mammella.

Non solo, la presenza di questa specie di finti estrogeni interviene nella menopausa sia modulandone i tempi sia attenuandone i fastidiosi sintomi come la secchezza delle mucose, specie vaginali.

Da tempo consiglio alle mie pazienti di tenere presenti queste regole; tutto ciò ha un preciso senso nel campo dell prevenzione primaria, soprattutto per coloro che hanno nella storia familiare casi di tumore al seno o desiderano ridurre i fastidi della menopausa senza ricorrere ai cerotti.

Come consiglio di utilizzarli?

Sostituite alcune porzioni di carne con i legumi. Almeno quattro volte alla settimana. Mescolate nelle vostre ricette vari tipi di cereali con legumi e variate spesso, sfruttando al massimo le nostre ricette tradizionali: borlotti e cannellini, ceci, fave, lenticchie, piselli.

E così risi e bisi, polenta e fagioli, minestra di farro …

Un altro espediente che vi rivelo è quello di introdurli come elementi di complemento alle insalate di sola verdura; ma la strategia deve tenere conto anche dell’apporto di frutta verdura.

Un approccio nutrizionistico ai problemi biologici è ancora ritenuto dai soloni delle medicina troppo poco “scientifico” per essere efficace: come al solito, il problema è solo e squisitamente culturale: come si può seriamente asserire che la genetica e le cellule trovino indifferente se ci nutriamo di bistecche o di piselli.

La natura non è casuale.

Il problema è capirla e studiarla: e studiare le miriadi di variabili del rapporto tracibo e organismo umano è infinitamente più complesso che farlo nei confronti di una singola molecola farmacologica.

Del rest, essere in anticipo sui tempi non è mai stato popolare…

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